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Gli albori del cinema: dalla veduta del treno alle prime fiction Lumière


Oggi al cinema vediamo orde di zombie che camminano verso di noi, gigantesche astronavi che fluttuano nello spazio e scene apocalittiche in cui il nostro Pianeta viene sconvolto da incredibili e inauditi cataclismi. Oggi qualsiasi PMI può approfittare di una troupe di professionisti per promuovere il proprio brand e realizzare video corporate 4k e 8k che abbiano tutte le fattezze di un prodotto cinematografico, o magari attraverso la produzione di un filmato pubblicitario da mandare in onda sulle principali emittenti televisive.

Basti pensare, per fare un esempio, all’ennesimo spot commerciale di Dolce & Gabbana, un vero e proprio mini film che può vantare la regia del Premio Oscar Giuseppe Tornatore e le musiche di Ennio Morricone:

Insomma, la produzione di video è praticamente un fatto quotidiano, ma solamente le case di produzione professionali sanno che per fare la differenza occorre offrire tutti quegli standard qualitativi che possono rendere efficace un commercial video o un video aziendale.

Eppure c’è stato un tempo in cui anche solo l’idea di realizzare video era vista come pura pazzia, o peggio, come una strana magia potenzialmente pericolosa.

Del resto, agli albori del cinema, entrare in un cinematografo per la prima volta equivaleva ad un vero e proprio salto nel buio: non si sapeva quale stregoneria permettesse di realizzare video, non si capiva come quegli uomini potevano comparire dal nulla sul telo bianco, né come potevano scomparire da un momento all’altro. Ci si accalcava sulle sedie del cinematografo – le poltroncine arrivarono poi – e si restava sbalorditi. Non si capiva come, non si sapeva nemmeno il perché: l’unica cosa certa è che tutti restavano a bocca aperta.

Il famoso treno dei fratelli Lumière

Come tutti sanno c’è stata qualche occasione in cui qualcuno il pubblico in sala ha fatto ben più che restare semplicemente a bocca aperta: alla proiezione del cortometraggio ‘L’Arrivée d’un train en gare de La Ciotat’ dei fratelli Lumière, nel 1896, quando la possibilità di realizzare video e di proiettarli al cinematografo era ancora una grande novità, la leggenda racconta che gli spettatori in sala scapparono terrorizzati al comparire di un treno che sembrava avere tutta l’intenzione di piombare in sala. Quello non fu assolutamente il primo filmato della storia, ma è da lì, da quel momento simbolico, che tante volte si usa far iniziare la storia del cinema.

In realtà gli stessi fratelli Lumière erano già in attività dall’anno precedente, e altri prima di loro avevano sperimentato qualcosa di simile, passando dalle lanterne magiche degli ambulanti alle sequenze cronofotografiche. Ma fu con i fratelli Lumière che si passò dalla ‘magia’ da mostrare durante gli spettacoli da baraccone al cinema come lo intendiamo oggi, in quanto il loro cinematografo da loro messo a punto permetteva sia di filmare che di proiettare. E i Lumiére, contraddistinti da uno spirito imprenditoriale da veri produttori cinematografici – oltre che inventori, registi, tecnici e via dicendo – capirono subito come doveva funzionare quel nuovo mondo. Anziché vendere i loro incredibili apparecchi per realizzare video, questi venivano concessi ad esercenti che a loro volta si impegnavano a trovare degli operatori – i quali dovevano essere istruiti direttamente a casa Lumière.

Da Lione squadre di avventurosi cineoperatori partirono così alla volta dell’Africa, della Russia e del Giappone, mandando in patria sempre nuove e incredibili pellicole. Parliamo di filmati brevi, di appena 50 secondi, lontanissimi da quello che è il cinema odierno. Erano le famose ‘vedute’ ovvero delle riprese fisse – come del resto è il primissimo video realizzato dai Lumiére, che riprende l’uscita di un gruppo di lavoratrici da una fabbrica francese. Da lì si passò alle vedute panoramiche, con filmati eseguiti a bordo di vetture o di barche. E da lì, poco dopo, i Lumière passarono nel campo della fiction, con degli attori che ‘recitavano’ a beneficio dello spettatore, soprattutto con gag scherzose. Nel 1897 fu la volta del film a soggetto, con la regia di Georges Hatot, con tanto di narrazione coerente e di montaggio finale, seppur rudimentale…

Tutte cose che oggi, giustamente, diamo per scontate. Eppure ripensare agli albori della storia del cinema ci aiuta a capire la potenza che il supporto video può vantare tutt’oggi, alla sua estrema efficacia nel trasportare il messaggio giusto attraverso la sua inarrivabile capacità narrativa.

Il lessico cinematografico per realizzare video commerciali

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