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Tutti i premi Oscar del cinema italiano


«Al produttore Tamburella la testimonianza del plebiscito d’emozione suscitato dovunque. De Sica, regista, riceve le congratulazioni dell’ambasciatore»: spunta dall’archivio storico dell’Istituto Luce un filmato quasi surreale, relativo alla premiazione di Sciuscià, di Vittorio De Sica, come miglior film straniero, nel 1948.Quella è la prima statuetta degli Academy Awards ad arrivare in Italia, il primo di una lunga serie di Oscar vinti dai maestri del cinema del nostro Paese.

Diciamo surreale perché, guardando quel freddo e cronachistico filmato di settant’anni fa, non si può che fare un paragone con le più recenti cerimonie delle assegnazioni dei premi Oscar: noi italiani non possiamo che pensare alla pazzesca premiazione di Benigni, annunciato da una Sophia Loren in lacrime, e al suo arrivo sul palco saltellando tra una poltrona e l’altra; alla lunga lista di ringraziamenti di Sorrentino, dai Talking Heads a Maradona; e infine, alla voce commossa del maestro Morricone, al suo secondo Oscar per le partiture di The Hateful Eight.

I premi Oscar del cinema italiano

La storia dei premi Oscar ai registi italiani, come anticipato, è iniziata molto in là nel tempo, nel 1948. Ad essere precisi, però, quello vinto da Vittoria de Sica con Sciuscià non era un premio per il migliori film straniero, quanto invece un ‘premio speciale’: la categoria per i film non in lingua inglese, infatti, era ancora da venire.

Da quel punto in poi quel carnet di statuette continuò a crescere, facendo del nostro Paese il più premiato nella categoria ‘Miglior film straniero’ con 14 statuette, davanti a Francia (12) e Spagna (4).

Nel 1950 De Sica si ripete, con un altro premio speciale per Ladri di biciclette. Il primo Oscar vero e proprio per il miglior Film Straniero viene invece vinto nel ’57 da Federico Fellini, con La Strada, con la memorabile interpretazione di Giulietta Masina, protagonista anche di Le notti di Cabiria, che valse a Fellini il secondo Oscar l’anno seguente. Nel ’64 il regista romagnolo fa la tripletta, con , rincorso l’anno successivo da De Sica, che cala anche lui il tris con Ieri, oggi, domani.

Nel ’71 viene premiato il film di denuncia sociale di Elio Petri, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, mentre l’anno dopo arriva il poker di Di Sica, con Il giardino dei Finzi-Contini. Fellini non restò però immobile a guardare, rimettendosi in pari con il collega nel ’75, con il nostalgico Amarcord.

Da lì, un vuoto di 15 anni: il premio Oscar torna in Italia nel 1990 con il capolavoro di Giuseppe Tornatore, Nuovo Cinema Paradiso. Due anni dopo è la volta di Mediterraneo, con il quale Gabriele Salvatores riesce a spuntarla su Lanterne rosse, di Zhāng Yìmóu. Nel 1999, arriva l’Oscar per il miglior film straniero a Roberto Benigni, con La vita è bella, primo esempio di film italiano ad essere candidato anche nella categoria Miglior film dell’anno. Il 2014, come infine sappiamo, è stato l’anno trionfale di Sorrentino, con la Grande Bellezza.

Ma le statuette arrivate in Italia dagli Academy Awards non sono solo queste: si pensi all’Oscar al miglior regista, ricevuto da Bernardo Bertolucci per L’ultimo Imperatore, ai tre Oscar per le migliori colonne sonore di Giorgio Moroder, ai tre Oscar per costumi di Milena Canonero... il nostro carnet, insomma, è ricchissimo e diversificato. Ed è destinato a crescere: quest’anno il nostro regista Luca Guadagnino, con il suo Chiamami con il tuo nome, si è aggiudicato quattro candidature agli Oscar, con James Ivory che si è portato a casao quello per la miglior sceneggiatura non originale

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